Quando ho terminato il mio libro ho passato circa sei mesi a capire come fare per pubblicarlo. Per libri aziendali, avevo avuto modo di collaborare con grandi case editrici e sapevo benissimo come funzionava il giochino, soprattutto per un esordiente.

Non volevo “perdere” altro tempo nel realizzare quel sogno che era diventato realtà. L’alto valore morale che aveva spinto la stesura di quel testo (la volontà di prevenire la rottura della coppia) aveva reso urgente il bisogno di diffondere il messaggio. Dovevo averlo tra le mani, come un figlio, dopo tanti mesi di attesa. Subito.

E allora la grande domanda: piccolo editore o self publishing?

Dopo aver letto cose interessantissime online: come autopubblicarsi senza farsi fregare, la comparazione tra le modalità di distribuzione – royalty dei singoli editori e le esperienze di autori, avevo deciso di indagare meglio la strada del self publishing.

Le piattaforme su cui ho fatto ricerche e test sono:  YOUCANPRINT  –  STREETLIB – LULU – IOMIOLIBRO. Da queste ricerche ho raccolto, in forma aggregata, questi punti di forza/debolezza:

PUNTI DI FORZA SELF PUBLISHING  

  • Velocità di tutti i servizi editoriali dal controllo della bozza, alla creazione della copertina, stampa e spedizione (nell’ordine di grandezza di giorni);
  • Personalizzazione: sei tu che scegli la copertina, la foto, l’immagine, il testo di quarta, tutto;
  • Costi contenuti e variabili a seconda dei servizi richiesti;
  • Contratti trasparenti con condizioni contrattuali chiare e molto flessibili, scaricabili online;
  • Qualità di stampa digitale più che sufficiente;
  • Visione in tempo reale delle vendite (verificata per Youcanprint e Streetlib) da pannello utente (con login);
  • Nato per la creazione di ebook
  • Guadagno: il guadagno sugli ebook si aggira attorno al 50-60% del prezzo di vendita, considerando che la restante parte viene trattenuta dal rivenditore e che non ci sono costi di stampa. Sul cartaceo dipende ovviamente dal numero di pagine, dalla qualità della stampa e dal prezzo di copertina, ma si può arrivare fino al 30%(vedi comparazione);
  • Opportunità: il s.p. in Italia è ancora in evoluzione e viene utilizzato come un servizio di gigantesco scouting da parte delle case editrici. Il libro autoprodotto può essere un perfetto inizio per avere contatti con le grandi case editrici.

In meno di un mese ho ricevuto a casa la prima copia di prova del mio libro spendendo meno di 3o€.

PUNTI DI DEBOLEZZA SELF PUBLISHING 

  • Promozione: anche se alcune piattaforme di self publishing propongono servizi di promozione (es. banner pubblicitari) a pagamento, questi hanno dei costi che l’autore deve sostenere individualmente e non vi sono ricadute certe;
  • Visibilità: rimane a carico dell’autore che deve sapersi proporre e investire tempo/energie per crearla e mantenerla nel tempo;
  • Distribuzione: il libro non è distribuito automaticamente alle librerie. Il sistema di promozione e vendita rimane a livello digitale, eventualmente si può ricorrere allo stamp on demand;
  • Stamp on demandè la formula più utilizzata per poter vendere copie cartacee dei libri attraverso una qualsiasi piattaforma. Significa che quando una persona acquista il tuo libro (ad esempio attraverso amazon), viene stampata la singola copia e spedita. I costi di stampa risultano molto alti (circa 6 euro a libro) e il guadagno dell’autore si riduce notevolmente;
  • Qualità dell’opera: considerando che tutti possono pubblicare nel sistema di s.p., è chiaro che la qualità dei prodotti rischia di essere bassa. Non ci sono controlli bozze obbligatori o filtri da parte delle piattaforme. E’ l’autore l’unico responsabile di quello che scrive. Se vuoi un’opera corretta grammaticalmente e impaginata, devi avvalerti dei servizi di editing e impaginazione professionale (a costo di 800-1000 € per un libro di 100/120 cartelle);
  • Credibilità dell’opera: Per le motivazioni di cui sopra, il s.p. rischia di non essere uno strumento credibile agli occhi del pubblico.

Ma alla fine ho pubblicato con un piccolo editore, perché?

PUNTI DI FORZA PICCOLI EDITORI 

  • Promozione: il piccolo editore non ha la capacità di promozione che hanno i grandi ma può egregiamente supportare tutte le iniziative personali che l’autore decIMG_20160514_105937ide di intraprendere (esempio contattare librerie, giornalisti, ecc.).  L’interesse alla promozione viene allargato all’editore e l’autore non è più solo.
  • Visibilità: il piccolo editore normalmente ha visibilità prevalentemente consolidata in ambito territoriale ma molti di loro intraprendono iniziative che allargano
    l’attenzione a livello nazionale/internazionale (vedi Salone Internazionale del Libro 2016)
  • Distribuzione: per quanto piccolo, ogni editore ha un suo canale di distruzione delle copie cartacee in libreria. Il 10357813_921660221280019_4080295496228886999_nsistema di distribuzione è quasi sempre anche online e la casa editrice iscrive direttamente il libro sugli store online più conosciuti (amazon.it, ibs.it,libreria universitaria, librochevuoitu.it) 
  • Qualità dell’opera: editing e impaginazione sono a carico della casa editrice che dovrebbe operare in modo professionale. L’autore in questo caso è più “controllore” che protagonista.
  • Credibilità dell’opera: l’editore ha una credibilità che deve essere sostenuta e, quindi, non tutto sarà pubblicato. Questa è una garanzia per il lettore che ne aumenta la credibilità.
  • Guadagno: considerando che il 50% del prezzo di copertina viene trattenuto dal rivenditore (libreria fisica o store online) alla restante parte va sottratto il costo unitario di pubblicazione. Dell’utile finale si va a trattativa con il piccolo editore e si può arrivare a 20% -30%. I grandi editori  riconoscono 3%-10% sul prezzo di copertina. Normalmente i piccoli editori (alcune volte anche i grandi!) chiedono un contributo di stampa all’autore o un numero fisso di copie acquistate. Considerando però l’azzeramento dei costi di editing e d’impaginazione che si hanno invece con il s.p., per l’autore il costo potrebbe essere invariato.
  • Qualità di stampa: in tradizionale. La tipologia della copertina e il sistema di rilegatura proposto dall’editore è tema di trattativa con l’autore: normalmente la qualità finale del prodotto è di gran lunga migliore di quella digitale.
  • Il contatto umano: l’editore è un volto, una stretta di mano, un posto fisico in cui andare, un consiglio. Sembrano leggerezze ma in un momento difficile per un’autore, anche queste piccole cose possono aiutare a sentirsi meno soli.

PUNTI DI DEBOLEZZA PICCOLI EDITORI 

  • Minore velocità  rispetto al s.p. dei servizi editoriali in genere. I tempi passano dai giorni del self publishing, alle settimane dell’editore. Nel mio caso, dall’accordo commerciale alle copie stampate sono passate circa 6 settimane;
  • Minor personalizzazione: copertina, testo di quarta e immagine sono a carico dell’editore e dei professionisti di cui si avvale. L’autore viene interpellato ma non è totalmente libero come invece nel caso del self pubblishing;
  • Costi fissi e non progressivi. Il contributo di stampa o le copie acquistate da parte dell’autore vengono stabiliti fin da subito e tali restano. Mentre per il s.p. si può partire con la stampa di prova, magari provare con l’ebook (con i soli costi di trasformazione al formato adatto) e poi decidere se tentare lo stamp on demand;
  • Nessuna visione in tempo reale delle vendite: l’editore non fornisce questo servizio in tempo reale, si va a consuntivo semestrale/annuo;
  • No ebook: nel mio caso l’editore non fornisce la possibilità di pubblicare in formato ebook. E’ una scelta editoriale da ponderare bene per l’autore.

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